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Che cos’è il Piano Strategico Intercomunale?

I sedici comuni che compongono l’aggregazione dell’area vasta di Cagliari (Assemini, Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Maracalagonis, Monserrato, Pula, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sarroch, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai, Villa San Pietro) hanno deciso di intraprendere un cammino comune. L’intento è quello di promuovere azioni in grado di accrescere l’efficacia della pianificazione strategica evitando possibili duplicazioni di interventi, che potrebbero costituire potenziali motivi di conflittualità tra i diversi comuni. L’obiettivo fondamentale del piano strategico dell’area vasta è infatti quello di potenziare la competitività del territorio mediante strategie operative condivise e integrate, al fine di garantire la “massa critica” necessaria per innescare meccanismi virtuosi di sviluppo.

Cosa distingue la pianificazione strategica intercomunale da quella comunale?

Se i principi di compartecipazione e coinvolgimento degli attori locali (intesi come istituzioni, persone e gruppi portatori di interessi specifici) rimangono identici, la pianificazione strategica intercomunale è diversa dalla pianificazione strategica comunale non solo e non tanto perché varia l’ambito territoriale di riferimento, ma soprattutto perché crescendo la complessità delle relazioni tra gli attori, il processo e la sua condivisione diventano più difficoltosi. La gestione del conflitto deve anzi essere considerata un fattore costitutivo della pianificazione strategica intercomunale, e ne rappresenta un nodo centrale. In questo senso, il Piano Strategico Intercomunale offre la possibilità di costituire una consuetudine di lavoro comune tra gli attori, ridefinirne le relazioni, ricostruire nuove alleanze intorno a progetti, aprire la partecipazione alle decisioni a nuovi attori. A tal fine, il Piano Strategico Intercomunale assume un approccio che si può definire “a geometria variabile”: le singole linee programmatiche e progettuali potranno interessare diverse aggregazioni di comuni che potranno anche sottoscrivere specifici protocolli d’intesa (ad esempio, la tutela e la valorizzazione dello Stagno di Santa Gilla, pur essendo una risorsa dell’area vasta, coinvolgerà in via prioritaria i comuni che vi si affacciano direttamente).

 

   

Il piano metodologico ed economico-operativo è stato sottoscritto nel dicembre del 2005
dai sedici comuni dell’area vasta di Cagliari. Va segnalato che soprattutto per quanto
concerne la tempistica delle diverse fasi si è reso necessario un aggiornamento,
dopo lo slittamento delle scadenze previste dalla Regione Sardegna.

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Il Primo Report del Piano Strategico Intercomunale - 15 maggio 2006

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Il Secondo Report del Piano Strategico Intercomunale - 30 settembre 2006

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