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Torino
http://www.torino-internazionale.org

Torino è stata la prima città italiana – e la settima in Europa – ad adottare (nel 2000) un Piano Strategico, un “patto per lo sviluppo” articolato in 6 linee strategiche, 20 obiettivi e 84 azioni, che ha impegnato per i successivi sei anni i sottoscrittori in un percorso condiviso e sostenibile. Al termine del 2004, è stato avviato un lavoro di valutazione dei risultati raggiunti nei primi quattro anni, con l’obiettivo di aprire un rinnovato processo di pianificazione. Punto centrale del nuovo Piano Strategico sarà sostenere la trasformazione di Torino in una società della conoscenza.  La piattaforma generale del Piano, organizzata in 4 aree tematiche, 12 direzioni d’intervento e 54 obiettivi. Le aree d’intervento individuate sono:

  • Territorio metropolitano
  • Qualità sociale
  • Potenziale culturale
  • Sviluppo economico

Le direzioni e gli obiettivi:

  • Formazione
  • Creatività
  • Trasformazione Industriale
  • Lavoro
  • Trasformazioni urbane e territoriali
  • Risorse culturali
  • Promozione e turismo
  • Immigrazione
  • Accessibilità, Trasporti e Mobilità
  • Logistica
  • Salute e Cura
  • Casa e rigenerazione urbana

Jesi
http://www.comune.jesi.an.it/pianostrategico/

Il Comune di Jesi ha elaborato nel suo Piano Strategico nove proposte correlate a un tema e articolate secondo una griglia comune che mette in evidenza obiettivi, descrizione delle strategie di azioni, soggetti attivabili. Le nove proposte sono:

  • Territorio coeso – cooperazione e concertazione locale
  • Territorio verde – la qualità dello sviluppo
  • Territorio eccellente – l’eccellenza e l’innovazione
  • Territorio capace – capacità di fare ed economia della conoscenza
  • Jesi grande – piccole frazioni e quartieri
  • Jesi nostra – risiedere
  • Jesi viva – leisure time
  • Jesi fluida – mobilità veloce
  • Jesi lenta – cura e meraviglia

Parallelamente ai nove punti elencati, il documento di Jesi individua quattro “progetti”, ovvero temi che il Piano strategico ha contribuito a istruire e sui quali si ritiene debbano orientarsi le attività di approfondimento e ulteriore lavoro a valle della presentazione del Piano Strategico. I quattro progetti sono:

  • Corridio Esino
  • Politica complessa per la città storica (possibile strategia integrata di rigenerazione di questa parte della città)
  • Governance di area vasta (circa l’opportunità di disegnare modalità strutturate di consultazione e concertazione tra soggetti diversi attorno alle politiche territoriali)
  • Marchio Vallesina (che affronta il nodo dei possibili contenuti di una politica integrata di sviluppo locale)

Per ciascun progetto sono indicati i principali contenuti, gli obiettivi, le risorse su cui contare e le criticità da tenere presenti, le condizioni di fattibilità e i passi immediati da intraprendere per dar seguito alla sua implementazione.

 

Pesaro
http://www.comune.pesaro.ps.it/pianostrategico/

Il Piano Strategico di Pesaro, che è già in fase di implementazione avanzata e reca come sottotitolo “Futuro con vista”, ha come meta dichiarata la “città della qualità”. Il Piano si articola in sei linee strategiche, a loro volta declinate in 27 azioni e 67 progetti.
Le sei linee strategiche – o “aree di policy” – sono:

  • Attrazione d’impresa
  • Cultura
  • Internazionalizzazione e promozione
  • Società dell’informazione e nuove tecnologie dell’ICT (ovvero tecnologie dell’informazione e comunicazione)
  • Welfare locale
  • Territorio

Le 27 “azioni” citate più sopra sono distribuite all’interno di queste aree strategiche e costituiscono gli assi strategici lungo cui si è deciso di procedere per dare concretezza alla visione della città futura. L’individuazione di iniziative puntuali e specifiche è invece demandata ai “progetti”.

 

Venezia
http://www.comune.venezia.it/pianostrategico/

Il Piano Strategico di Venezia, presentato nella sua versione aggiornata nell’ottobre del 2004, metodologicamente parte dall’analisi delle condizioni strutturali della città e del suo territorio (intese come elementi attraverso cui leggere e interpretare la città e il territorio) per individuare sette linee strategiche, ovvero i “punti di forza” del sistema economico, produttivo e sociale veneziano. L’analisi delle condizioni strutturali è stata organizzata in tre grandi ambiti:

  • Città degli abitanti: plurale, solidale, sostenibile
  • Aspetti fisici e funzionali della città contemporanea
  • Città metropolitana

L’articolazione delle linee strategiche è invece la seguente:

  • Città internazionale
  • Città della cultura
  • Città delle acque
  • Città del turismo
  • Città della formazione superiore, della ricerca e dell’innovazione
  • Città nodo di eccellenza delle logistica
  • Città della produzione materiale e dei servizi

Verona
http://www.pianostrategico.verona.it

Il Piano Strategico del Comune di Verona (“Verona 2020”) è stato avviato nel 2003, e ha individuato quattro aree di forza sulle quali avviare i lavori di pianificazione strategica:

  • Ambiente e Territorio, area nell’ambito della quale Verona riflette sui temi della tutela e della sostenibilità ambientale, della forma che dovrà assumere la città costruita, del sistema della mobilità;
  • Economia, un’area in cui Verona si propone di rafforzare le proprie vocazioni economiche tradizionali, di aprirsi all’innovazione, di orientarsi verso una qualità sempre maggiore e di investire nella formazione;
  • Cultura, per qualificare Verona come città internazionale della cultura, capace di valorizzare il proprio patrimonio artistico ed ampliare la propria offerta culturale sia a favore di un turismo di qualità sia con una maggiore attenzione alle esigenze della propria popolazione;
  • Welfare, un tema su cui Verona vuole consolidare ed accrescere il suo impegno a promuovere il benessere, l’inclusione e il legame sociale fra tutti i cittadini, vecchi e nuovi.

Parallelamente, e in ottica trasversale alle quattro aree strategiche, è emersa l’importanza di avviare un percorso di riflessione sulle reti di città, cioè sull’opportunità/necessità per Verona di creare, sviluppare e consolidare sistemi di cooperazione e alleanze territoriali al di là dei propri confini amministrativi, non solo comunali ma anche provinciali e regionali. Nella stessa ottica di trasversalità è stato avviato un Laboratorio per le Politiche Giovanili che, lavorando parallelamente alle quattro aree strategiche, ha ricevuto il compito di focalizzare la propria attenzione sulla condizione giovanile a Verona.
Il Piano Strategico veronese ha inoltre individuato una serie di “progetti bandiera” i cui contenuti sono frutto dello sviluppo delle indicazioni emerse nelle fasi sin qui svolte e che rappresenteranno le prime azioni ad essere concretizzate nella successiva fase di implementazione del Piano. Pur non essendo obbligatoriamente prioritari rispetto agli altri, tali progetti sono intesi come un primo banco di prova per la realizzazione concreta di tutto il processo di pianificazione fin qui compiuto.

 

Trento
http://www.trentofutura.it/

Il Piano strategico del Comune di Trento, come documento di indirizzi, nella prima parte contiene la “visione” di Trento al 2010. Questo scenario è poi organizzato in quattro articolazioni: quattro assi strategici, ciascuno dei quali si divide in obiettivi che, a loro volta, si traducono in misure (cioè in azioni). Le “misure” sono gli obiettivi concreti che il Piano vuole realizzare. Non sono progetti esecutivi, ma obiettivi programmatici, cioè intenzioni concrete sulle quali si è registrato un vasto consenso che sono passate o passeranno, nei tempi indicati per ciascuna, ad una fase esecutiva. I contenuti del Piano strategico, cioè le singole misure, fanno riferimento a scelte di pianificazione già adottate dal Comune di Trento attraverso strumenti settoriali oppure a proposte avanzate da altri interlocutori o, ancora, a contenuti prescrittivi della pianificazione provinciale.
I quattro assi strategici individuati sono:

  • Trento, città della qualità urbana
  • Trento, città dei diritti, dell’accoglienza, della qualità dei servizi e delle relazioni
  • Trento, città della formazione e dello sviluppo innovativo
  • Trento: città alpina, città del Concilio, città europea, città del mondo

Nel 2005 è stato varato il secondo Piano Strategico, “Trento 2020”, che parte da una ricognizione e da una valutazione sullo stato dell’arte del primo Piano Strategico: il grado di attuazione delle singole misure, le criticità incontrate, una valutazione d’insieme dell’impatto complessivo del piano sulle dinamiche della trasformazione urbana e sulla governance territoriale.

 

Barletta
http://www.comune.barletta.ba.it/retecivica/piano/

Nel mese di gennaio 2005 è stato pubblicato e diffuso il documento del Progetto di Piano Strategico Territoriale (PST) intitolato “Barletta Città Arcobaleno”. Questo documento ha rappresentato il risultato della prima fase dei lavori del Piano Strategico, definita di “diagnosi”, durata l’intero 2004 e incentrata sui Forum, Focus e gli incontri con le scuole, organizzati per ascoltare tutte le voci della città.
Il progetto mette in evidenza le tendenze di sviluppo, gli elementi critici e le potenzialità del territorio; individua una visione generale e otto linee strategiche; formula una serie di prime proposte per lo sviluppo futuro dell’area, per la sua crescita culturale, sociale, economica ed urbanistica. Vengono descritte otto linee strategiche, 29 obiettivi, 15 azioni-pilota e 42 ulteriori azioni, mettendo in evidenza le tendenze di sviluppo, gli elementi critici e le potenzialità del territorio. Queste le otto linee strategiche:

  • Promuovere Barletta come città di incontro tra culture, tradizioni ed etnie;
  • Coniugare tradizioni “forti” e capacità di cambiamento per una città nuovamente protagonista nello sviluppo;
  • Porre la città al centro delle relazioni territoriali di area vasta e della nuova provincia;
  • Valorizzare la città come ambiente di vita, patrimonio e fonte di benessere;
  • La qualità dell’ambiente come risorsa e valore-guida per lo sviluppo;
  • Investire in qualità, efficienza ed attrattività del sistema “città-territorio”;
  • L’Ente locale come regista: garanzie, competenze e responsabilità per lo sviluppo;
  • Arricchire, diversificare e promuovere l’immagine nuova in formazione e futura della città.

Firenze
http://www.firenze2010.org

Il documento “Firenze 2010. Piano Strategico dell’area metropolitana fiorentina” è stato approvato e sottoscritto nel dicembre 2002 dai rappresentanti del Comitato di Coordinamento, ed è il risultato della seconda fase di lavori del Piano Strategico, quella di “progettazione”, che ha avuto lo scopo di tradurre gli obiettivi strategici in idee progetto.
Il Piano individua quattro assi strategici, otto obiettivi, 32 idee progetto e 55 interventi concreti per la città che, integrati e coordinati tra loro, promuovono una visione di sviluppo da qui al 2010, di una città quale centro di alta formazione e produzione culturale e scientifica capace di coniugare innovazione e qualità sociale e ambientale.
Questi i quattro assi strategici individuati:

  • Promuovere l’innovazione con una migliore integrazione delle risorse e delle funzioni (ovvero, rilanciare il ruolo di Firenze come centro di produzione culturale, di alta formazione e di applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali e qualificare le funzioni di consumo culturale; rafforzare il ruolo di Firenze e della sua area come centro di creazione e produzione del made in Italy e di produzioni manifatturiere di qualità; incoraggiare il turismo di qualità e regolare i flussi turistici; promuovere una nuova immagine di Firenze non solo come città d’arte e di consumo, ma centro di creazione e produzione del made in Italy e centro di applicazione delle nuove tecnologie);
  • Riequilibrare la localizzazione di funzioni tra comune centrale e area fiorentina (tutelare e rafforzare l’identità del centro storico e del comune di Firenze come luogo di residenza e di artigianato di qualità; qualificare le funzioni di servizio dei centri dell’area fiorentina e delle periferie di Firenze);
  • Organizzare più efficacemente la mobilità interna e l’accessibilità (migliorare la mobilità interna all’area; migliorare l’accessibilità all’area dall’esterno);
  • Migliorare la qualità urbana come risorsa per lo sviluppo (migliorare la qualità dei servizi alla persona; migliorare la qualità dell’ambiente).

La Spezia
http://www.comune.sp.it/pianostrategico/

La Città della Spezia è al suo secondo Piano Strategico. I “grandi obiettivi strategici”, identificati quali linee guida lungo cui esso si sviluppa, sono: identità, competitività, sostenibilità e solidarietà. La nuova pianificazione prende le mosse dal primo Piano Strategico (1999-2001) che ha avuto come esito il documento "Visioni del futuro – Linee strategiche e strumenti per la città", organizzato attorno a quattro “visioni” (riscoperta del mare; valorizzazione di antiche e nuove vocazioni produttive; crescita di una comunità locale consapevole, attiva e solidale; integrazione della Spezia nel comprensorio e nel contesto centro-meridionale europeo) e a sette linee strategiche di riferimento (promuovere la qualità urbana e l’equilibrio ambientale; puntare sul turismo come filiera produttiva integrata; potenziare la filiera logistica integrando il porto con il distretto logistico di Santo Stefano Magra e rafforzando il sistema delle infrastrutture di scala vasta; rilanciare e articolare l’apparato industriale puntando sul distretto nautico, le nuove tecnologie, la riorganizzazione della rete delle agenzie per lo sviluppo locale e la modernizzazione del sistema formativo; rafforzare le eccellenze culturali e la qualità della formazione universitaria; progettare i quartieri con gli abitanti; costruire la città solidale, un patto per il nuovo welfare).
Come assi strategici, cruciali per uno sviluppo qualificato del territorio nel senso del perseguimento dei quattro “grandi obiettivi”, sono identificati:

  • Il mare come grande risorsa identitaria: naturale, culturale, economica e territoriale, per il perseguimento di una migliore qualità urbana e ambientale a partire dalle realizzazione del nuovo waterfront, dalla crescita del porto mercantile e delle attività turistiche, cantieristiche e nautiche;
  • La costruzione di un sistema integrato, turistico-culturale, provinciale, con forte aggancio all’immagine della “Città di mare Golfo dei Poeti”, per ampliare e consolidare una rete stabile di relazioni tra città e territori nell’ambito culturale, turistico, dei collegamenti e per fare della cultura una grande occasione di crescita economica, sociale e civile della comunità;
  • La conferma della centralità del sistema della difesa e delle tecnologie marine, a partire dalla nascita di un polo di eccellenza tecnologica e industriale a livello nazionale ed europeo;
  • La promozione della varietà e delle sinergie produttive: La Spezia città di mare, di produzione e di servizi; per un tessuto produttivo plurale e diversificato, dall’industria ai servizi, ma costruito attorno alla realizzazione di una forte integrazione locale;
  • La crescita e lo sviluppo del sistema formativo e dell’Università attraverso l’attivazione di una proficua collaborazione fra il sistema produttivo e il sistema della Formazione e dell’Università e la creazione di un politecnico delle scienze e tecnologie marittime;
  • Il potenziamento del sistema infrastrutturale, come miglioramento complessivo dell’accessibilità sia dall’area vasta che all’interno della maglia urbana e come occasione per sviluppare forme di mobilità sostenibile alternative al mezzo privato su gomma.
  • La produzione di un ambiente più qualificato, attraverso un equilibrato sviluppo del sistema produttivo e portuale e il recupero di livelli apprezzabili di standard qualitativi con riduzione degli inquinamenti e diffusione di verde e servizi.
  • Un welfare più moderno, basato su un sistema plurale di offerta e su una governance rinnovata nel senso della partecipazione e dell’accreditamento degli attori; un welfare efficiente e rispondente alle diverse esigenze presenti nella comunità;
  • La costruzione di un percorso in direzione di un’estesa e mirata partecipazione dei cittadini al sistema delle decisioni, per consolidare l’identificazione di tipo comunitario con il proprio territorio e favorire la crescita sociale e culturale.

Piacenza
http://www.pianostrategico.pc.it

Nell’ambito della programmazione strategica “Vision 2020”, è stata presentata una bozza del documento di base così come risultato dal confronto attivato sia all’interno del Comitato Strategico, sia nel territorio attraverso forum tematici e incontri. All’interno del documento si definiscono i seguenti assi strategici:

  • Qualità urbana e sostenibilità territoriale
  • Competitività territoriale
  • Innovazione, conoscenza, tecnologia
  • Inclusione sociale
  • Creatività e cultura
  • Nuovi approcci di gestione del territorio
  • Comunicare la città

È inoltre prevista l’individuazione di una serie di “progetti bandiera” che siano estremamente significativi e impattanti per la competitività/sostenibilità del territorio provinciale piacentino.

Alghero
http://www.comune.alghero.ss.it/progetti_programmi/piano_strategico/piano_strategico.htm

Il Comune di Alghero ha avviato nel maggio 2006 la prima fase del Piano Strategico “Alghero 2020”, consistente nella raccolta, nell’analisi e nella sintetizzazione degli studi e delle ricerche che descrivono, dal punto di vista economico, sociale e territoriale, la città. Nell’ambito del progetto di qualità denominato “Lo Quarter” (“Progetto di miglioramento della qualità della vita attraverso un processo di rigenerazione urbana”) è stato inoltre elaborato un Documento strategico che  vuole porsi come documento embrionale su cui sviluppare metodologicamente il processo di pianificazione strategica territoriale. Tale Documento individua quattro priorità strategiche:

  • Migliorare le relazioni dell’aree interne con il centro urbano di Alghero e la costa per rafforzare la competitività nel contesto provinciale e regionale, preservando o ripristinando le condizioni di sostenibilità dello sviluppo;
  • Potenziare e diversificare il tessuto produttivo in un quadro di sostenibilità ambientale, attraverso la diversificazione settoriale, la integrazione fra settori, la integrazione di imprese, la valorizzazione delle risorse umane;
  • Valorizzare le diverse vocazioni e risorse del territorio, attraverso interventi integrati, di natura ambientale, turistica e culturale;
  • Migliorare la qualità urbana e rafforzare il capitale sociale, attraverso interventi volti ad aumentare la fruizione di spazi urbani, l’integrazione sociale e la lotta alla marginalità, il miglioramento dei servizi pubblici e la qualificazione della pubblica amministrazione.

 

 
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